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Farmacia Micheli

Camilia Boiron per i disturbi della dentizione

Fra i quattro e i dodici mesi arriva il periodo in cui il bambino sbava molto, morde tutto, dorme male e ha le gengive gonfie. I genitori entrano in farmacia stanchi, con un bimbo in braccio che piange da due notti, e chiedono qualcosa di delicato. Camilia, prodotto dal laboratorio francese Boiron, è uno dei nomi che tornano più spesso: un medicinale omeopatico in fiale monodose, formulato per i disturbi che accompagnano la dentizione del lattante.

Che cos’è

Si tratta di una soluzione orale confezionata in piccole fiale di plastica, ciascuna con una sola dose. Non è un antidolorifico, non è un gel da frizionare sulla gengiva e non contiene zucchero, alcol né conservanti. Il vantaggio della monodose si vede subito: si stacca la fiala dalla striscia, si apre, si usa e si butta, senza contagocce da dosare al buio e senza un flacone aperto che gira per casa.

Chamomilla vulgaris
La camomilla, nella tradizione omeopatica il riferimento per il bambino piccolo irritabile, che si calma solo se portato in braccio e cambia umore da un momento all’altro.
Phytolacca decandra
Pianta impiegata nei quadri in cui il bambino tende a mordere e stringere, con la zona della gengiva dolente.
Rheum officinale
Il rabarbaro, che nella materia medica omeopatica viene associato ai disturbi digestivi e alle feci acide che in questi periodi accompagnano la dentizione.

Le tre sostanze sono presenti in diluizione omeopatica; le indicazioni complete, la composizione e le modalità d’uso sono riportate nella confezione e nelle informazioni del produttore, che conviene leggere prima di cominciare.

Come si usa la fiala

  1. Lavarsi le mani e staccare una sola fiala dalla striscia, lasciando le altre chiuse.
  2. Girare o rompere l’estremità come indicato sulla confezione, tenendo la fiala in posizione verticale.
  3. Prendere in braccio il bambino, in posizione semiseduta e tranquilla, mai da sdraiato e mai mentre piange forte.
  4. Svuotare il contenuto direttamente in bocca, poco alla volta, appoggiando la punta all’interno della guancia.
  5. Gettare la fiala vuota anche se è rimasto qualcosa: la dose è pensata per una sola somministrazione.

Il produttore indica di somministrare una fiala al bisogno, con la possibilità di ripetere più volte nell’arco della giornata fino al numero massimo riportato sulla confezione: quel numero va letto lì e non ricavato per analogia con altri prodotti. Se il bambino assume già altre terapie, o se il disturbo va avanti per giorni, la cosa più sensata è parlarne con il pediatra prima di proseguire.

Che cosa può fare un genitore, oltre al rimedio

La parte che funziona meglio, in questo periodo, è spesso quella che non si compra. Un anello da mordere tenuto in frigorifero — non nel congelatore, perché il ghiaccio sulla gengiva fa male — dà un sollievo immediato, e averne due permette di alternarli. Il massaggio della gengiva con un dito pulito, o con una garza umida fresca, piace a molti bambini e si può ripetere quanto si vuole. Un bavaglino di cotone cambiato spesso evita l’irritazione intorno alla bocca, e una crema a barriera protegge il mento arrossato dalla saliva. Nei bambini che hanno già iniziato lo svezzamento, un pezzo di verdura fredda da rosicchiare sotto sorveglianza aiuta più di qualunque flacone. I collari d’ambra e gli oggetti da mettere al collo, invece, non vanno usati: il rischio di soffocamento e di strangolamento è reale e documentato.

Una cosa va detta chiaramente, perché al banco la diciamo a voce: l’efficacia dei medicinali omeopatici è oggetto di discussione nella comunità scientifica e non è dimostrata con gli stessi criteri richiesti agli altri farmaci. In Italia questi prodotti seguono un percorso di registrazione proprio, descritto dall’Agenzia italiana del farmaco. Chi li usa lo fa sapendo questo; chi preferisce non usarli ha buone ragioni, e noi non ci mettiamo a convincere nessuno in un senso o nell’altro. Quello che possiamo garantire è un’informazione onesta e la distinzione fra un rimedio di accompagnamento e una terapia necessaria: per quest’ultima la parola è del medico, non nostra.

Quando non sono «solo i denti»

La dentizione dà gengive gonfie, salivazione abbondante, sonno disturbato, qualche decimo di temperatura e feci più morbide. Non spiega una febbre alta, non spiega vomito ripetuto, diarrea importante, tosse insistente, rifiuto prolungato del latte, un bambino che resta apatico fra un pianto e l’altro, o macchie e vescicole in bocca. Nei primi mesi di vita una febbre alta merita sempre una valutazione del pediatra, e sotto i tre mesi va considerata urgente. È un errore comune attribuire ai denti settimane di malessere: intanto passa tempo e la causa vera resta senza nome. Se il bambino peggiora rapidamente, respira male o non si risveglia bene, si chiama il 112 senza aspettare.

In farmacia

Camilia fa parte dei prodotti omeopatici che teniamo a Sedrina, accanto ai nomi che le famiglie conoscono da anni come l’Oscillococcinum. Spesso la richiesta arriva insieme ad altro: un anello da mordere, una crema a barriera, un termometro che funzioni davvero sui lattanti, cose che si trovano fra i nostri prodotti e di cui parliamo volentieri anche nei consigli.

Se avete dubbi sulla fiala, sulla frequenza o sull’opportunità di usarla nel caso di vostro figlio, portate la confezione in via Roma 71/A a Sedrina: la leggiamo insieme. Il telefono della farmacia è 0345 60033.