Il mal di testa nei bambini
Un bambino che si tiene la testa non va archiviato come uno che non vuole andare a scuola. Il mal di testa in età pediatrica è frequente, aumenta negli anni delle medie e quasi mai dipende da qualcosa di grave; resta però un sintomo da ascoltare, perché incide sulle giornate e perché in una minoranza di casi indica qualcosa da guardare subito.
Due forme che si riconoscono abbastanza bene
La cefalea di tipo tensivo è un cerchio o un peso diffuso, di intensità media, che permette al bambino di continuare anche se con fastidio. Compare spesso nel pomeriggio, dopo i compiti, e si accompagna a collo e spalle contratti.
L’emicrania è un’altra faccenda: dolore pulsante, spesso su un lato ma nei bambini anche frontale, che peggiora con il movimento e costringe a fermarsi. Dà nausea, a volte vomito, e una intolleranza marcata a luci e rumori, per cui il bambino cerca il buio. Negli episodi tipici il sonno chiude la crisi. Qualche ragazzo racconta prima dei sintomi visivi, luci a zigzag o macchie che si spostano. Nei più piccoli può presentarsi con mal di pancia e pallore senza che la testa sia protagonista: è il pediatra a mettere insieme i pezzi.
Che cosa lo fa partire
Raramente c’è una causa sola. A pesare, in quello che i genitori ci riportano al banco, sono il sonno irregolare — tardi la sera e recuperi lunghissimi il sabato —, le ore sugli schermi senza pause, i pasti saltati, il poco bere, una postura accartocciata sul telefono e lo stress delle verifiche. Negli adolescenti si aggiungono il digiuno del mattino e la caffeina delle bibite; nelle ragazze, dopo la pubertà, il ciclo diventa un fattore riconoscibile. Non serve eliminare tutto: serve trovare i due o tre elementi che in quel bambino ricorrono davvero.
Il diario del mal di testa
È lo strumento più utile e costa un quaderno. Per quattro o sei settimane si annota, episodio per episodio, quello che serve al medico:
- Giorno, ora di inizio e durata, con che cosa stava facendo il bambino.
- Dove fa male e come: pulsante, stretto, da un lato, dietro gli occhi.
- Quanto gli impedisce di fare: continua, rallenta, si ferma.
- Nausea, vomito, fastidio per la luce, sintomi visivi.
- Ore di sonno della notte precedente, pasti saltati, quanto ha bevuto, tempo sugli schermi.
- Che cosa è stato fatto e se ha funzionato: buio, sonno, acqua, eventuale farmaco.
Portato alla visita, il quaderno vale più di qualsiasi descrizione a memoria e spesso evita esami inutili. Se lo specialista li ritiene necessari, aiutiamo con la prenotazione di visite ed esami.
I farmaci
In età pediatrica le molecole utilizzabili sono poche e vanno dosate sul peso, non sull’età: le quantità le indica il pediatra e non si copiano da un fratello maggiore né dalla scatola degli adulti. Due regole valgono sempre. La prima: se un farmaco serve, va preso all’inizio dell’attacco, perché dopo ore di dolore funziona peggio. La seconda: l’uso frequente di antidolorifici può diventare esso stesso causa di mal di testa, un meccanismo documentato anche dall’Agenzia italiana del farmaco. Se il bambino chiede la pastiglia di continuo, il segnale è di tornare dal medico, non di aumentare la dose.
| Che cosa notate | Che cosa fare |
|---|---|
| Mal di testa che sveglia di notte o c’è già al risveglio, con vomito a getto | Contattare il pediatra lo stesso giorno |
| Dolore che peggiora di settimana in settimana, sempre nello stesso punto | Visita ravvicinata, portando il diario |
| Febbre con rigidità del collo, sonnolenza o macchie sulla pelle | Pronto soccorso subito, chiamando il 112 |
| Comparsa dopo un trauma alla testa, anche a giorni di distanza | Valutazione medica senza attendere |
| Disturbi della vista o del linguaggio, forza ridotta da un lato, cammino incerto | Pronto soccorso |
| Carattere cambiato, calo scolastico rapido, convulsioni | Parlarne subito con il pediatra |
Vista, occhiali e falsi colpevoli
«Sarà la vista» è la prima ipotesi di quasi tutte le famiglie, e una visita oculistica è ragionevole quando il bambino strizza gli occhi, non legge bene alla lavagna o sta male sempre dopo i compiti. Spesso però la refrazione è normale e il dolore dipende da altro. Un paio di occhiali nuovi, peraltro, aiuta solo se viene portato: capita di ritrovarli nello zaino per mesi. Gli stessi fattori tornano d’estate, quando il sonno si scombina, come si legge nella pagina dedicata ai bambini in vacanza; altro materiale per le famiglie sta fra gli approfondimenti, e per il naso chiuso che certe cefalee si portano dietro trovate lavaggi nei prodotti.
Posso dargli lo sciroppo che prendo io quando ho mal di testa?
No. Alcuni principi attivi usati dagli adulti non sono adatti ai bambini e le dosi si calcolano sul peso. Chiedete al pediatra quale prodotto tenere in casa, poi in farmacia vi spieghiamo come si usa: il nostro consiglio sta accanto alla sua indicazione, non al posto.
È colpa dei videogiochi?
Raramente da soli, ma concorrono: molte ore di schermo portano sonno corto, luce negli occhi la sera, postura ferma e pochi liquidi. Ridurre le sessioni per un mese, annotando i risultati sul diario, è un esperimento utile.
Se volete impostare il diario o capire se quello che tenete nell’armadietto è adatto a vostro figlio, passate in via Roma 71/A a Sedrina o telefonate allo 0345 60033: leggiamo insieme confezione e foglietto illustrativo.
