Integratori alimentari: quando servono davvero
«Mi dia qualcosa che mi tiri su» è una delle frasi più ricorrenti al banco, e la nostra risposta comincia con una domanda: da quanto tempo, come dorme, come mangia, se ha fatto esami di recente. Non è curiosità: metà delle volte la stanchezza non si risolve con una bustina, e quando l’integratore ha senso conviene scegliere quello giusto.
Per la legge sono alimenti
Gli integratori alimentari sono prodotti alimentari, non medicinali. Si presentano come le medicine — compresse, capsule, bustine — ma seguono la normativa alimentare: vengono notificati al Ministero della Salute, non ottengono un’autorizzazione all’immissione in commercio come i farmaci e non possono vantare la capacità di curare o prevenire malattie. Le diciture sulla confezione sono ammesse solo se rientrano fra le indicazioni sulla salute valutate dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare: per questo un’etichetta seria usa formule prudenti come “contribuisce alla normale funzione muscolare”.
Le categorie che riempiono gli scaffali sono poche:
- vitamine e minerali, da soli o in multivitaminici;
- acidi grassi, soprattutto omega-3;
- aminoacidi e proteine;
- microrganismi vivi, cioè probiotici, e fibre prebiotiche;
- estratti vegetali, che sul piano normativo stanno qui ma si valutano con i criteri delle piante medicinali.
Magnesio e potassio nei mesi caldi
D’estate il tema arriva da sé: sudorazione abbondante, gambe pesanti, qualche crampo notturno. Reintegrare liquidi e sali ha senso in chi suda molto o lavora all’aperto, e il magnesio a dosi alte può avere un effetto lassativo. Attenzione al potassio: chi assume diuretici risparmiatori di potassio, certi antipertensivi o ha una funzione renale ridotta non deve aggiungerlo per conto proprio, perché l’eccesso è un problema reale. Se compare un capogiro stando in piedi, cominciamo dalla misura della pressione.
Ferro
Il ferro va preso quando serve e per il tempo necessario. Serve un dato di laboratorio, non la sensazione di essere spenti: l’autoanalisi del sangue può dare un primo orientamento, mentre la diagnosi di carenza e la ricerca della causa spettano al medico. Si assorbe meglio a stomaco vuoto con un po’ di vitamina C, mentre latte, tè, caffè e integratori di calcio lo ostacolano. Le feci scure durante la cura sono attese.
Vitamina D
La carenza è frequente negli anziani e in chi esce poco, e il dosaggio si stabilisce sul valore ematico e sulla situazione clinica. Le gocce e le formulazioni settimanali non si usano allo stesso modo: quando arriva una prescrizione spieghiamo come e quando assumerla, perché il risultato dipende dalla costanza.
Probiotici dopo l’antibiotico
I ceppi non sono interscambiabili e la quantità dichiarata deve riferirsi alla fine della conservazione, non alla produzione. Si iniziano insieme alla terapia, distanziandoli di qualche ora dalla dose di antibiotico, e si continuano per un periodo dopo la fine della cura. Se la diarrea è intensa, con sangue o febbre alta, non è più una questione da banco.
Omega-3
Interessano chi ha trigliceridi alti o mangia poco pesce. Conta la quantità effettiva di EPA e DHA, che si legge nella tabella nutrizionale e non nel peso della capsula; a dosi elevate si sommano agli antiaggreganti, quindi chi è in terapia lo segnala.
Controllo del peso
Sostituti del pasto, fibre sazianti e drenanti possono accompagnare un percorso, mai sostituirlo: senza una modifica delle abitudini il peso torna. Chi preferisce un metodo strutturato trova in farmacia i prodotti della dieta Tisanoreica, con controindicazioni precise e da impostare con il medico.
Quando non servono
In una persona adulta, sana, che mangia in modo vario, un multivitaminico aggiunge poco: non recupera le ore di sonno mancanti e non compensa una dieta costruita male. E non vanno usati per inseguire un sintomo che dura da settimane, perché in quel caso fanno solo perdere tempo prima della visita.
Più non è meglio
Le vitamine idrosolubili in eccesso vengono in gran parte eliminate, ma A, D, E e K si accumulano nei tessuti, e il sovradosaggio esiste davvero: la vitamina A a dosi elevate è pericolosa in gravidanza, la D in eccesso prolungato alza il calcio nel sangue. Il rischio cresce quando si sommano prodotti diversi senza accorgersene — un multivitaminico, una bustina per le ossa, un tonico — e la stessa vitamina compare tre volte. Per questo chiediamo di portare le confezioni già in casa, e le liste delle sostanze ammesse sono consultabili sul sito del Ministero della Salute.
Anche le interazioni vanno considerate: il calcio e il magnesio riducono l’assorbimento di alcuni antibiotici e degli ormoni tiroidei, la vitamina K interferisce con gli anticoagulanti di vecchia generazione, il potassio con diversi antipertensivi. Un integratore non sostituisce ciò che il medico ha prescritto e nemmeno la sua valutazione; al banco possiamo però controllare che non si sovrapponga alla terapia, e nelle pagine di approfondimenti e di consigli trovate altro materiale.
Si possono prendere tutto l’anno?
Alcuni sì, per esempio la vitamina D quando è prescritta; molti altri hanno senso a cicli. L’uso continuativo senza un motivo è spesso solo una spesa.
Il magnesio va bene se prendo farmaci per la pressione?
Nella maggior parte dei casi sì, ma dipende dal farmaco e dalla funzione renale, e cambia se il prodotto contiene anche potassio. Portateci la scatola della terapia.
Un integratore può falsare gli esami del sangue?
Può influenzare alcuni valori, come la biotina su certi dosaggi ormonali. Segnalate sempre cosa state assumendo a chi richiede gli esami.
Prima di aggiungere un integratore alle vostre abitudini passate al banco in via Roma 71/A a Sedrina, oppure telefonate allo 0345 60033.
