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Farmacia Micheli

Acidità di stomaco e reflusso: capirli e tenerli a bada

«Un bicarbonato ce l’ha? Dopo cena mi sale tutto su.» Il bruciore dietro lo sterno e il rigurgito acido sono fra i motivi più frequenti di automedicazione, e nella maggior parte dei casi si gestiscono bene.

Una valvola che a volte non tiene

Tra esofago e stomaco c’è il cardias, un anello di muscolatura che si apre al passaggio del cibo e poi si richiude. Lo stomaco produce acido cloridrico e convive benissimo con la propria acidità; l’esofago, no. Quando il cardias perde tono, o quando la pressione dentro l’addome aumenta e lo spinge, una parte del contenuto gastrico risale e irrita una mucosa che non è attrezzata per difendersi. Da qui il bruciore che sale verso la gola, il sapore acido al risveglio, la raucedine, a volte una tosse secca serale che sembra tutt’altra cosa.

Le abitudini che fanno la differenza

Che cosa peggiora il reflusso e con che cosa si può sostituire
Abitudine che spinge l’acido in altoAlternativa praticabile
Pasto unico e abbondante alla seraPorzioni più contenute, distribuite in tre o quattro momenti della giornata
Fritture, intingoli, formaggi grassi, insaccatiCotture semplici, carni bianche, pesce, verdure non ripassate
Cioccolato, menta, caffè doppio, bevande gassateUn quadretto di cioccolato lontano dai pasti, infusi non mentolati, acqua naturale
Vino e superalcolici la sera, sigaretta dopo cenaRidurre l’alcol e spostarlo a pranzo; il fumo abbassa il tono del cardias
Sdraiarsi o mettersi sul divano subito dopo mangiatoDue o tre ore in piedi, cena anticipata, testiera del letto alzata di qualche centimetro
Cintura stretta, pancia compressa, addominali subito dopo i pastiVestiti morbidi in vita, attività fisica a stomaco vuoto

Il peso in eccesso e la stitichezza spingono nella stessa direzione, aumentando la pressione sull’addome: sulla seconda entra nel merito la pagina dedicata alla stipsi. Anche il gonfiore dopo i pasti si intreccia con il reflusso, e per questo vale la pena leggere quanto scriviamo sul meteorismo.

I farmaci da banco, usati con criterio

Antiacidi e alginati

Gli antiacidi, a base di sali di magnesio e di alluminio o di carbonato di calcio, neutralizzano l’acido già presente: agiscono in pochi minuti e durano poco, e sono adatti al bruciore che compare dopo un pasto particolare. Gli alginati fanno un’altra cosa: formano una barriera che galleggia sul contenuto dello stomaco e ne ostacola la risalita, utile per chi ha sintomi quando si corica. Entrambi vanno presi dopo mangiato, e tenuti lontano un paio d’ore da altri medicinali, perché possono ridurne l’assorbimento. Il bicarbonato di sodio, rimedio di casa per eccellenza, tampona in fretta ma libera gas e carico di sodio: come soluzione di ripiego va bene, come abitudine quotidiana no.

Inibitori di pompa protonica

Omeprazolo, pantoprazolo, esomeprazolo e simili bloccano la produzione di acido alla fonte e sono molto efficaci, ma non sono farmaci da tenere nel cassetto per sempre: un ciclo breve, nelle confezioni senza ricetta, ha senso per un periodo sintomatico delimitato. Prenderli per mesi di propria iniziativa è un’altra storia: possono interferire con l’assorbimento di vitamina B12, ferro, calcio e magnesio, mascherare un problema che andrebbe guardato e, alla sospensione brusca, dare un ritorno dei sintomi che spinge a riprenderli. Se dopo due settimane il bruciore è ancora quotidiano, come proseguire lo decide il medico. Sulle schede dei singoli medicinali il riferimento istituzionale è la banca dati dell’Agenzia Italiana del Farmaco.

Antinfiammatori e stomaco

Ibuprofene, diclofenac, ketoprofene e gli altri antinfiammatori riducono le difese naturali della mucosa gastrica, e questo vale anche per l’aspirina a basso dosaggio presa per il cuore. Il danno non dipende dal sapore acido della compressa, quindi prenderli a stomaco pieno limita il fastidio ma non elimina il rischio. Chi ha avuto un’ulcera, è in età avanzata o assume anticoagulanti e cortisone deve parlarne con il medico prima di usarli con regolarità; per i dolori banali chiedete al banco se il paracetamolo non sia più adatto.

Quando il bruciore va indagato

Alcuni sintomi cambiano completamente il livello di attenzione e meritano una visita senza aspettare: la difficoltà a deglutire o la sensazione che il cibo si fermi, il dolore che compare mangiando, il calo di peso non cercato, il vomito con materiale scuro come fondi di caffè, le feci nere e catramose, un’anemia riscontrata agli esami, il vomito che si ripete per giorni. Anche un dolore al centro del petto che si irradia al braccio o alla mandibola, con sudorazione, non è un problema di stomaco fino a prova contraria e richiede il numero unico per le emergenze.

Il consiglio che diamo noi serve ad accompagnare, non a prendere il posto della valutazione del vostro medico, soprattutto se i disturbi durano da mesi o se state già assumendo altre terapie.

Il latte calma il bruciore?

Per qualche minuto tampona, poi il suo contenuto di grassi e calcio stimola di nuovo la secrezione e il fastidio può tornare più forte. Meglio non farne un rimedio serale.

Posso prendere l’antiacido insieme alle mie pastiglie della pressione?

Conviene distanziarli di almeno due ore. Gli antiacidi modificano l’acidità gastrica e possono alterare l’assorbimento di molti medicinali, compresi quelli per la tiroide e alcuni antibiotici.

Se avete dubbi su un’associazione di farmaci o volete rivedere insieme quello che prendete, portateci le confezioni in via Roma 71/A a Sedrina, oppure chiamate lo 0345 60033: per chi fa fatica a muoversi c’è anche la consegna a domicilio.