via Roma 71/A — Sedrina (BG)

lun–sab 8:30–12:30 e 15:30–19:30 · 0345 60033

Farmacia Micheli

Meteorismo: perché la pancia si gonfia e come intervenire

«Alla mattina i pantaloni si chiudono, alla sera no.» È la descrizione più frequente del meteorismo, e già dice molto: raramente si tratta di aria in più, molto più spesso di gas prodotto durante la giornata e di una pancia che lo tollera male.

Da dove arriva il gas

Dentro l’intestino il gas ha tre sorgenti. Una parte viene inghiottita con l’aria, una parte si forma per reazione chimica fra i succhi gastrici e le secrezioni alcaline, ma la quota più importante nasce dalla fermentazione: i batteri del colon lavorano sui residui di zuccheri e fibre non assorbiti prima e producono idrogeno, anidride carbonica e metano. Due persone che mangiano lo stesso piatto reagiscono in modo diverso, perché contano la flora intestinale, la velocità del transito e la sensibilità delle pareti. Chi ha la pancia ipersensibile avverte come gonfiore e dolore quantità di gas che un altro non noterebbe.

L’aria che si ingoia senza accorgersene

L’aerofagia è la parte più facile da correggere e la più sottovalutata. Mangiare in fretta, parlare mentre si mastica, bere con la cannuccia, masticare gomme per ore, sorseggiare bevande gassate, fumare, portare una protesi che non tiene bene: ognuna di queste abitudini fa entrare aria che poi deve uscire da qualche parte. Chi lamenta eruttazioni e pienezza subito dopo mangiato, più che gonfiore serale, ottiene i risultati migliori lavorando qui, con pasti più lenti e qualche boccone in meno.

Che cosa fermenta nel piatto

I cibi che producono più gas non sono cibi sbagliati: sono alimenti ricchi di zuccheri e fibre fermentabili, spesso ottimi per la salute. Il buon senso è ridurli per qualche settimana, capire quali danno fastidio a voi e reinserirli con gradualità, senza finire in una dieta povera e triste.

  • cavoli, broccoli, verze, cipolla, porri, carciofi e asparagi
  • mele, pere, prugne, ciliegie, frutta secca e succhi di frutta
  • pane fresco, pizza mal lievitata e grandi quantità di crusca aggiunta all’improvviso
  • bevande gassate, birra, vino bianco frizzante

Il latte merita un discorso a parte. Se gonfiore, borborigmi e feci molli arrivano una o due ore dopo latte, gelato o panna, il sospetto è una carenza di lattasi: con i formaggi stagionati e lo yogurt, in cui il lattosio è in gran parte già scisso, gli stessi pazienti stanno bene. Il problema non si risolve a vita togliendo tutto, perché piccole quantità in genere sono tollerate; ne parliamo anche nella pagina sulla diarrea, dove l’intolleranza al lattosio compare come causa di episodi ricorrenti.

I legumi sono il caso classico di alimento accusato ingiustamente. Un ammollo lungo, con due cambi d’acqua, la cottura in acqua nuova con una foglia di alloro e il passaggio al passaverdure per eliminare le bucce li rendono molto più digeribili, e cominciare con porzioni piccole due volte a settimana abitua l’intestino. Attenzione anche ai dolcificanti polialcolici: sorbitolo, mannitolo, maltitolo e xilitolo, presenti in gomme da masticare, caramelle e prodotti «senza zucchero», fermentano abbondantemente e in dosi generose richiamano acqua nell’intestino.

I prodotti che si usano in farmacia

Il simeticone, e il suo analogo dimeticone, non riduce la produzione di gas: fa collassare le bollicine di schiuma, così il gas si raccoglie e viene eliminato più facilmente. Non si assorbe, è ben tollerato, si prende dopo i pasti e la sera. Il carbone vegetale attivo adsorbe gas e sostanze sulla propria superficie e molti lo trovano utile, ma proprio per questa capacità lega anche i medicinali: va distanziato di almeno due ore da qualunque altra terapia, pillola contraccettiva e farmaci per la tiroide compresi. I fermenti lattici hanno senso dopo un ciclo di antibiotici, dopo un’enterite o nelle fasi di alterazione dell’alvo; ceppi diversi fanno cose diverse, quindi vale la pena chiedere al banco quale conviene per la vostra situazione fra quelli che teniamo nel reparto prodotti.

Resta il consiglio meno commerciale e più efficace: muoversi. Mezz’ora di cammino dopo cena accelera il transito e sgonfia più di molte compresse, e chi lavora seduto tutto il giorno lo nota subito. Qualche indicazione sullo stile di vita la trovate anche nella nostra sezione consigli, mentre il rapporto fra gonfiore e risalita acida è trattato nella pagina sull’acidità di stomaco.

Quando il gonfiore chiede un approfondimento

Gonfiore che va e viene con la pancia che tira, alternanza di stitichezza e scariche, dolore che si attenua dopo essere andati in bagno
è il quadro che fa pensare alla sindrome dell’intestino irritabile: non è grave, ma la diagnosi la pone il medico, anche per escludere altro.
Sintomi sempre collegati a un alimento preciso
si valuta un’intolleranza, con gli esami prescritti dallo specialista; le analisi non convenzionali proposte come «prove di intolleranza» non hanno valore diagnostico.
Gonfiore comparso da poco in una persona adulta e persistente ogni giorno
merita una visita, soprattutto dopo i cinquant’anni o se in famiglia ci sono malattie intestinali.
Associazione con calo di peso, febbre, sangue nelle feci, anemia, vomito, pancia dura e dolorante
sono segnali da portare subito all’attenzione del medico, senza passare dall’automedicazione.

Sul rapporto fra alimentazione e salute dell’intestino il materiale divulgativo dell’Istituto Superiore di Sanità è una lettura affidabile; i nostri consigli, invece, accompagnano il lavoro del medico senza prenderne il posto. Siamo in via Roma 71/A a Sedrina, telefono 0345 60033: se portate l’elenco di quello che mangiate in una settimana, individuare il sospetto è più rapido.