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Farmacia Micheli

Alitosi: da dove arriva l’alito cattivo e che cosa serve davvero

Chi arriva al banco a chiedere un collutorio per l’alito comincia quasi sempre con la stessa frase: «mi lavo i denti tre volte al giorno, non capisco». È un’informazione preziosa, perché dice che il problema non si risolve spazzolando più a lungo, ma capendo dove si forma l’odore.

Che cosa produce l’odore

Quello che succede in bocca

Nella grande maggioranza dei casi l’origine è dentro la bocca. I batteri della placca e dei residui di cibo demoliscono le proteine e liberano composti solforati: sono loro a dare quell’odore pungente che chi parla sente e chi lo ha spesso non percepisce. Il luogo più produttivo è il dorso della lingua, dove la superficie irregolare trattiene cellule morte e muco. Subito dopo vengono le gengive infiammate: dove si è formata una tasca, lo spazzolino non arriva e il ristagno continua a fermentare. Contribuiscono anche denti cariati, otturazioni scheggiate, ponti con margini imperfetti, e le protesi mobili lasciate in bocca la notte o pulite solo con un risciacquo.

Quando la causa non è in bocca

Una minoranza di casi dipende da altro, e vale la pena riconoscerli perché su questi i dentifrici non possono nulla. La risalita di materiale acido dallo stomaco dà un alito tipicamente acido o amaro, spesso peggiore al mattino: se è il vostro caso, trovate indicazioni più ampie nella pagina dedicata all’acidità di stomaco. Le sinusiti e il gocciolamento di muco dal naso verso la gola danno un odore diverso, più stantio. Anche la secchezza della bocca conta molto, perché la saliva è il nostro detergente naturale: meno saliva, più odore.

  • respirazione a bocca aperta, russamento, naso chiuso cronico
  • molte ore senza mangiare né bere, compresa la notte
  • antistaminici, antidepressivi, diuretici, alcuni antipertensivi e farmaci per la vescica, che riducono la salivazione
  • fumo e alcol, che asciugano le mucose e cambiano la flora batterica
  • tonsille con piccoli depositi biancastri che si staccano da soli

Le diete proteiche

Chi segue regimi molto poveri di carboidrati produce corpi chetonici, che vengono eliminati anche con il respiro e danno un alito dolciastro, un po’ metallico. Non è un segno di malattia né di cattiva igiene, e si attenua quando l’alimentazione torna varia. Se invece un alito simile compare in una persona con diabete senza nessuna dieta in corso, la cosa va riferita al medico.

L’igiene che fa la differenza

Spazzolare i denti serve, ma da solo lascia fuori buona parte del problema. La lingua va pulita ogni giorno, con un nettalingua o con il retro dello spazzolino, partendo da dietro e tirando in avanti, senza grattare fino a farsi male: bastano pochi passaggi e un risciacquo. Gli spazi fra i denti vanno liberati con filo o scovolino, perché è lì che la placca matura. Bere durante la giornata e masticare gomme senza zucchero tiene la bocca umida, che è metà del lavoro. Le protesi si lavano fuori dalla bocca, con lo spazzolino e con i prodotti specifici che teniamo fra i prodotti per l’igiene orale, e di notte si trattano secondo le indicazioni ricevute.

Collutori: quali, e per quanto tempo

I collutori non sono tutti uguali. Quelli a base di sali di zinco, in particolare il cloruro di zinco, non coprono l’odore: legano chimicamente i composti solforati e li rendono inodori, quindi possono essere usati con regolarità come parte dell’igiene quotidiana. La clorexidina è un’altra cosa: è un antisettico efficace sull’infiammazione gengivale, ma a cicli brevi, in genere una o due settimane, perché l’uso prolungato pigmenta denti e lingua e altera il gusto. Le stesse molecole tornano, a concentrazioni diverse, nella gestione delle afte e delle ulcerazioni della bocca. I collutori molto alcolici danno una sensazione immediata di freschezza e poi asciugano, peggiorando la situazione di chi ha già poca saliva.

Prendete appuntamento dal dentista, e non limitatevi al collutorio, se le gengive sanguinano quando spazzolate, se un dente si muove o fa male al morso, se sentite un sapore sgradevole localizzato sempre nello stesso punto, se portate una protesi che si è fatta instabile. Rivolgetevi invece al medico se l’alito cambia insieme a bruciore di stomaco quotidiano, tosse notturna, naso chiuso da settimane, bocca sempre asciutta o un calo di peso che non vi sapete spiegare.

Il collutorio può sostituire lo spazzolino?

No. Agisce sulla carica batterica e sui composti già formati, ma non rimuove la placca: senza spazzolino, filo e pulizia della lingua l’effetto dura il tempo di un risciacquo.

Come faccio a capire se ho l’alito cattivo?

L’autovalutazione è poco affidabile, perché ci si abitua al proprio odore. Il metodo più semplice è chiedere a una persona di cui vi fidate; il dentista e l’igienista hanno strumenti e criteri più precisi.

Le caramelle balsamiche risolvono?

Mascherano per qualche minuto. Se contengono zucchero, nel lungo periodo lavorano contro di voi. Meglio una gomma senza zucchero, che stimola la saliva.

Su igiene orale e prevenzione si trovano materiali chiari anche sul portale del Ministero della Salute. Quello che possiamo dirvi noi al banco serve a orientarvi, non a sostituire il controllo dal dentista. Passate in farmacia in via Roma 71/A a Sedrina: davanti allo scaffale si capisce in fretta se vi serve un dentifricio diverso, un nettalingua o un ciclo breve di antisettico. Il numero è 0345 60033 e gli altri recapiti sono nella pagina contatti.