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Farmacia Micheli

Diarrea acuta: reidratare prima di tutto

Nella diarrea acuta l’errore più comune non è scegliere il farmaco sbagliato: è pensare al farmaco prima che all’acqua. Quello che mette in difficoltà l’organismo, nei bambini piccoli e negli anziani soprattutto, è la quantità di liquidi e di sali che si perde.

Prima di tutto bere, nel modo giusto

Ogni scarica porta via acqua, sodio, potassio e bicarbonati. L’acqua da sola reintegra una parte, mentre bibite zuccherate e succhi di frutta peggiorano le cose, perché richiamano acqua nell’intestino. Le soluzioni reidratanti orali sono studiate per questo: contengono glucosio e sali nelle proporzioni che permettono all’intestino di assorbire anche mentre è infiammato. Si bevono fresche, a piccoli sorsi frequenti, un cucchiaino ogni pochi minuti se c’è nausea: un bicchiere intero in una volta rischia di tornare indietro.

  1. Leggete sulla confezione dei sali reidratanti il volume d’acqua previsto, che cambia da prodotto a prodotto.
  2. Usate acqua potabile misurata, fresca o bollita e raffreddata: meno acqua concentra troppo la soluzione, più acqua la rende inefficace.
  3. Versate tutta la bustina e mescolate fino a scioglimento, senza aggiungere zucchero, miele, sale o altre bevande.
  4. Bevete a piccole quantità ravvicinate durante la giornata, aumentando dopo ogni scarica.
  5. Conservate in frigorifero e preparatene di nuova dopo ventiquattro ore.

Nei bambini sotto i due anni quantità e tempi li stabilisce il pediatra, da contattare presto: non improvvisate preparazioni con acqua, sale e zucchero, perché un errore nelle proporzioni fa danni.

Mangiare nelle prime ventiquattro ore

Il digiuno prolungato non serve e rallenta il recupero della mucosa. Appena la nausea lo permette si riprende a mangiare semplice: riso, patate, carote lessate, pollo o pesce senza condimenti grassi, pane tostato, banana, mela cotta. Lo yogurt è ben tollerato, mentre latte in quantità, formaggi freschi, fritti, dolci e caffè conviene rimandarli di un paio di giorni. Dopo un’enterite la capacità di digerire il lattosio può restare ridotta per settimane, con gonfiore e scariche che proseguono: lo stesso meccanismo descritto nella pagina sul meteorismo.

Fermenti lattici e probiotici

Alcuni ceppi probiotici, usati nei giorni dell’episodio acuto, possono ridurne la durata, e sono particolarmente sensati nella diarrea che compare durante o dopo una cura antibiotica. Si prendono distanziati dall’antibiotico di due o tre ore. Nessun probiotico sostituisce la reidratazione, e non tutti i prodotti contengono gli stessi microrganismi: chiedete al banco quale è stato studiato per la situazione che avete.

Loperamide: i casi in cui va lasciato nel cassetto

Il loperamide rallenta il transito e riduce il numero di scariche, ed è comodo per un adulto con una diarrea banale che deve affrontare un viaggio. Non va usato con febbre elevata, con sangue o muco purulento nelle feci, nel sospetto di un’infezione batterica invasiva o di una colite, perché bloccare l’intestino trattiene dentro i germi e le loro tossine. Non si usa nei bambini piccoli, dove è stato associato a reazioni serie, e va evitato nelle riacutizzazioni di malattie infiammatorie intestinali. Il suo uso non va prolungato: se dopo un paio di giorni nulla migliora, serve una valutazione medica e non una compressa in più. Il razecadotril, che riduce la secrezione intestinale, è un’alternativa da discutere al banco.

Diarrea del viaggiatore

Nei paesi con condizioni igieniche diverse le regole pratiche sono note: acqua in bottiglia sigillata, niente ghiaccio, nessuna verdura cruda o frutta già tagliata, cibi serviti caldi. In valigia vanno i sali reidratanti e un disinfettante per le mani; gli antibiotici solo se prescritti, dopo un consiglio legato alla destinazione. Le raccomandazioni aggiornate per chi parte sono pubblicate sul portale del Ministero della Salute.

Attenzione a bambini e anziani

In un bambino piccolo la disidratazione corre veloce: bocca e lingua asciutte, pianto senza lacrime, pannolini asciutti da molte ore, occhi infossati, sonnolenza o irritabilità insolita, pelle che resta sollevata se pizzicata. Negli anziani i segnali sono più sfumati: confusione, debolezza, pressione che scende quando si alzano, urine scarse e scure. Chi assume diuretici, metformina o antinfiammatori rischia di più: in corso di diarrea queste terapie si rivedono con il medico, non si sospendono da soli.

Situazioni in cui conviene contattare il medico senza aspettare
SituazionePerché non va rimandata
Sangue nelle feci o feci nerastreorienta verso un’infezione invasiva o un sanguinamento
Febbre alta che non scendepuò indicare una forma batterica, con scelte terapeutiche diverse
Vomito che impedisce di bereservono liquidi per altra via, a volte in ospedale
Diarrea che dura più di tre giorni nell’adulto, o che ricompare a ondateva cercata una causa, dalle infezioni alle intolleranze
Dolore addominale intenso e localizzato, pancia duraserve una visita per escludere un problema chirurgico
Lattanti, anziani fragili, gravidanza, immunodepressione, rientro da un viaggio tropicalela soglia di attenzione si abbassa e il medico va coinvolto presto
Devo stare a digiuno finché non passa?

No. Bere va iniziato subito e il cibo si reintroduce appena la nausea lo consente, in piccole quantità e semplice: digiunare non riduce le scariche e indebolisce.

Dopo la diarrea sono rimasto stitico: è normale?

Capita che l’alvo si riassesti oscillando. Se la fatica continua, le indicazioni sulla stipsi aiutano a ritrovare un ritmo.

Quello che diciamo noi serve a orientarvi nelle prime ore e non prende il posto della visita, che resta la scelta giusta quando qualcosa non torna. Siamo in via Roma 71/A a Sedrina, telefono 0345 60033: se non riuscite a muovervi, i sali reidratanti possono arrivarvi con la consegna a domicilio.