Il pediatra di libera scelta
In Italia ogni bambino ha diritto a un medico suo: il pediatra di libera scelta, iscritto negli elenchi dell’azienda sanitaria e retribuito dal Servizio sanitario nazionale. La scelta si fa all’ufficio dell’ASST o dallo sportello telematico regionale, con il codice fiscale del bambino. Al banco ci chiedono spesso quanto tempo ci sia per sbrigare la pratica: conviene non rimandare, perché il primo mese di vita è proprio quello in cui più facilmente serve una risposta rapida.
Come si sceglie e come si cambia
Si può scegliere fra i pediatri che hanno ambulatorio nel distretto di residenza e che non hanno ancora raggiunto il numero massimo di assistiti. Pesano cose concrete: la distanza da casa, gli orari di apertura, la possibilità di avere una risposta al telefono, il fatto che quel medico conosca già i fratelli maggiori. Cambiare è legittimo e non richiede spiegazioni: si revoca la scelta precedente e se ne fa subito una nuova, senza restare scoperti nemmeno un giorno. Chi si trasferisce da un altro comune rifà la scelta nel nuovo distretto.
Fino a che età
Il pediatra segue di norma il bambino fino ai quattordici anni compiuti; poi l’assistenza passa al medico di medicina generale. Fra i sei e i quattordici anni la famiglia può chiedere il passaggio anticipato al medico di famiglia, mentre in presenza di malattie croniche o disabilità si può ottenere una proroga oltre il quattordicesimo anno. Vale la pena discuterne con il medico, perché a quell’età contano continuità e confidenza: un ragazzo che ha qualcosa da raccontare, dal mal di testa che torna ogni settimana a un rapporto difficile con il cibo, parla più volentieri con chi lo conosce da anni.
Bilanci di salute e calendario vaccinale
I bilanci di salute sono visite programmate a età prestabilite, pensate per guardare il bambino quando sta bene: crescita, vista, udito, linguaggio, postura, sonno, alimentazione. È lì che emergono le cose che a casa passano inosservate, come un occhio che lavora meno dell’altro o un piede che si appoggia male.
Le vaccinazioni seguono il calendario nazionale, consultabile sulle pagine del Ministero della salute; alcune dosi le somministra il pediatra, altre i centri vaccinali dell’ASST. Se un appuntamento salta per una malattia non si ricomincia da zero: si recupera, e il medico dirà quando. Il libretto serve anche per la scuola e per i viaggi.
Quando si telefona e quando si va in ospedale
La febbre alta da sola non è un’emergenza: conta molto di più come sta il bambino fra un picco e l’altro, se beve, se gioca, se reagisce. Una tosse che dura da giorni, un mal d’orecchio notturno, uno sfogo che non si capisce, un lattante che mangia meno del solito: sono ragioni buone per telefonare all’ambulatorio e farsi dire se serve vedere il bambino oggi o se si può aspettare. Nel dubbio, meglio una chiamata in più.
Ci sono invece situazioni in cui non si telefona e non si aspetta: respiro faticoso con rientramenti del torace, labbra bluastre, una convulsione, un bambino che non si sveglia bene o è insolitamente molle, un trauma alla testa, l’ingestione sospetta di farmaci o detersivi. Lì si chiama il numero unico di emergenza 112.
Prepararsi alla visita
- Scrivere su un foglio tutto quello che il bambino sta prendendo, integratori e sciroppi avanzati compresi.
- Portare il libretto delle vaccinazioni e i referti degli esami recenti.
- Annotare da quando è iniziato il disturbo e come è cambiato, con le temperature misurate e l’ora.
- Preparare due o tre domande scritte, perché in ambulatorio con un bambino in braccio si dimenticano regolarmente.
- Se il problema riguarda sonno, appetito o scuola, portare esempi precisi invece di una sensazione generica.
Quando l’ambulatorio è chiuso
Di notte, nei fine settimana e nei giorni festivi risponde il servizio di continuità assistenziale, quello che in paese si chiama ancora guardia medica. Dà consigli al telefono, prescrive se necessario e valuta se mandare il bambino in ospedale. È il canale giusto per i problemi che non possono attendere il lunedì ma non sono urgenze vere.
Che cosa facciamo noi, fra una visita e l’altra
Capita che la farmacia sia il primo posto in cui una mamma si ferma, e spesso il nostro compito è ascoltare e dire «questo lo faccia guardare dal pediatra». Possiamo spiegare come si misura la febbre, come si prepara una soluzione reidratante, come si usa un distanziatore; aiutiamo con la prenotazione di visite ed esami e, quando un bambino resta a casa a lungo, mettiamo a disposizione il noleggio di apparecchi e ausili. Quello che diciamo al banco serve a orientarsi, non a prendere il posto della visita medica. Altri testi per le famiglie si trovano fra gli approfondimenti.
Posso portare mio figlio da un altro pediatra se il mio è in ferie?
Durante le assenze programmate l’ambulatorio indica un collega sostituto, che assiste i bambini negli stessi termini. Conviene segnarsi il nome prima di partire.
Serve il pediatra per il certificato sportivo?
Per l’attività non agonistica lo rilascia di solito il pediatra di libera scelta; per quella agonistica serve una visita di medicina dello sport. Meglio chiedere in società quale dei due viene richiesto.
Se dopo la visita qualcosa non è chiaro, passate in via Roma 71/A a Sedrina con la prescrizione in mano: rileggiamo insieme le indicazioni e, se serve, telefoniamo noi all’ambulatorio. Il numero della farmacia è 0345 60033.
