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Farmacia Micheli

Raffreddore ed influenza: riconoscerli e gestirli bene

Da ottobre in poi la domanda che sentiamo più spesso al banco è sempre la stessa: «ho l’influenza o è solo un raffreddore?». La differenza non è un dettaglio da manuale: cambia il modo di affrontare i giorni successivi e anche quello che ha senso comprare. La tabella qui sotto raccoglie i segni che aiutano a orientarsi.

Segni che aiutano a distinguere un raffreddore comune da una sindrome influenzale
Che cosa guardareRaffreddoreInfluenza
EsordioLento, nell’arco di uno o due giorniBrusco: molti ricordano l’ora in cui si sono sentiti male
FebbreAssente o poco più di 37 gradiAlta, con brividi, per due o tre giorni
Dolori muscolari e mal di testaPoco frequentiTipici e a volte molto fastidiosi
NasoProtagonista: chiuso, che cola, starnutiPresente, ma in secondo piano
StanchezzaLeggera, si continua a lavorareMarcata, obbliga a stare a letto
TosseSpesso lieve, da gocciolamento retronasaleSecca e insistente, può restare a lungo

Quanto durano davvero

Un raffreddore si risolve in sette, dieci giorni; il naso resta ingombro qualche giorno in più e il muco può diventare giallo o verdastro senza che questo significhi infezione batterica. Nell’influenza la febbre scende in tre giorni circa, i sintomi respiratori si attenuano in una settimana, mentre stanchezza e tosse possono accompagnare la convalescenza per due settimane. Altre schede di automedicazione seguono la stessa logica.

Perché l’antibiotico non serve

Raffreddore e influenza sono malattie virali, e gli antibiotici agiscono solo sui batteri. Prenderli «per prevenzione» non accorcia il decorso, può dare diarrea o reazioni cutanee e contribuisce al problema delle resistenze, su cui l’Agenzia Italiana del Farmaco insiste da anni. Esistono complicanze batteriche, come otiti, sinusiti o polmoniti, ma a riconoscerle e a trattarle è il medico dopo aver visitato: il consiglio che diamo noi resta un passo prima della diagnosi.

Paracetamolo o ibuprofene

Per abbassare la febbre e togliere il mal di testa il paracetamolo è di solito la prima scelta: è tollerato dallo stomaco e si può usare anche in gravidanza, ma va rispettata la dose massima giornaliera, perché molti prodotti «da raffreddore» lo contengono già e sommandoli si rischia il sovradosaggio. L’ibuprofene è un antinfiammatorio e lavora meglio dove c’è dolore infiammatorio, per esempio una gola arrossata o dolori articolari; d’altra parte può irritare lo stomaco, non è indicato per chi ha problemi di reni, e chi prende anticoagulanti o farmaci per il cuore deve parlarne prima. Se la pressione è un tema, sfruttate il controllo della pressione che facciamo in farmacia prima di scegliere.

Il naso: lavaggi e spray

I lavaggi con soluzione salina sono la cosa più utile e meno rischiosa che si possa fare: fluidificano il muco, liberano il respiro e si possono ripetere più volte al giorno, nei bambini con una siringa senza ago o con le fialette monodose. Gli spray decongestionanti danno un sollievo rapido perché restringono i vasi della mucosa, però non vanno usati oltre tre o cinque giorni: oltre quel limite la mucosa si abitua e il naso si chiude di nuovo appena l’effetto svanisce. Sono da evitare nei bambini piccoli e richiedono prudenza con ipertensione, glaucoma o problemi di tiroide.

Vaccinazione e prevenzione quotidiana

La vaccinazione antinfluenzale si fa in autunno ed è raccomandata e offerta attivamente alle persone dai sessant’anni in su, a chi convive con malattie croniche di cuore, polmoni, reni o con il diabete, alle donne in gravidanza, ai bambini secondo le indicazioni regionali e a chi assiste persone fragili; le indicazioni aggiornate sono pubblicate dal Ministero della Salute. Nel frattempo contano gesti semplici: mani lavate con acqua e sapone dopo essere stati in mezzo alla gente, starnuti nella piega del gomito, stanze arieggiate. C’è chi al primo brivido ci chiede l’Oscillococcinum: lo teniamo, come altri prodotti omeopatici, ma resta una scelta personale e non sostituisce il vaccino né le terapie prescritte.

Quando chiamare il medico

  • Febbre che dura più di tre giorni o che risale dopo essere scesa.
  • Fiato corto, respiro affannoso, dolore al petto.
  • Confusione, sonnolenza insolita o disidratazione, soprattutto in una persona anziana.
  • Neonati e bambini molto piccoli con febbre, che vanno sempre valutati dal pediatra.
  • Malattie croniche in corso: chi ha una bronchite cronica ostruttiva o chi tiene sotto controllo il diabete con l’automonitoraggio deve avvisare presto, perché i valori possono sbandare durante un’influenza.
Il muco verde vuol dire che mi serve l’antibiotico?

No. Il colore dipende dalle cellule di difesa presenti nel muco e cambia nel corso di un normale raffreddore. Conta l’andamento: se dopo dieci giorni il quadro peggiora, va sentito il medico.

Posso usare lo spray decongestionante per tutta la durata del raffreddore?

Meglio no. Dopo pochi giorni compare l’effetto rimbalzo e il naso resta chiuso proprio a causa dello spray. I lavaggi salini, invece, si possono continuare senza limiti.

Ho la febbre e vivo solo: posso evitare di uscire?

Sì. Attiviamo la consegna a domicilio nei paesi della zona, così farmaci e ricetta arrivano a casa senza che dobbiate mettervi in strada con trentanove di febbre.

Se avete dubbi su quale sintomatico sia adatto alla vostra situazione, o se volete capire se quello che state prendendo si sovrappone a una terapia già in corso, passate in via Roma 71/A a Sedrina con le confezioni o chiamateci allo 0345 60033: ne parliamo con calma.